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L’idea principale dalla quale nasce il progetto ARMEP è che l’economia interagisce con le trasformazioni sociali favorendo la formazione di classi e comportamenti legati alla mobilità sociale e spaziale. L’attività economica produce ricchezza che viene poi ridistribuita ad altri gruppi  e risorse, grazie al suo investimento in attività produttive e nell’architettura. Da questa prospettiva l’architettura residenziale  viene analizzata in relazione al contesto della società postclassica e in particolare dell’emergenza e assestamento delle aristocrazie urbane e rurali, tenendo conto del ruolo del controllo delle risorse nel quale le architetture hanno sempre avuto un ruolo prominente.

Durante la prima fase del progetto ARMEP (2007/2010) fu realizzato un catalogo sistematico di tute le architetture residenziali medievali di Padova contenute all’interno delle mura comunali e di alcune torri localizzate nell’immediato suburbio. Gli edifici non intonacata furono analizzati stratigraficamente e si portò a termine una prima sistematizzazione tipologica dei principali elementi architettonici (capitelli,  bardelloni, finestre) e dei tipi edilizi. La seconda fase di ARMEP (2012/2016) ampliarà l’area di analisi ai borghi della città e al territorio ubicato a sud di Padova (Colli Euganei) a fin di capire, a traverso lo studio dell’evoluzione delle tecniche e i cicli costruttivi e delle tipologie architettoniche i rapporto politici, economici e sociali tra Padova ed altri centri rilevanti del territorio tra i secoli XI e XV.  Inoltre in ARMEP II si completeranno le analisi iniziate all’interno della città studiando l’evoluzione dell’organizzazione interna dgli edifici e aprofondendo nella comprensione del ciclo edilizio grazie allo studio archeometrico dei materiali costruttivi. Infine verranno anche abordate altre tematiche di interesse come la ripresa dello stile medievale nell’archittetura della fine del Ottocento e prime decadi del XX secolo.

Ampia attenzione verrà data alla comunicazione del progetto tra la popolazione della città e tra tutti quelli interessati in conoscere i risultati del progetto e più ampiamente il medioevo a Padova così come alla partecipazione di tutti quelli che vogliano collaborare nelle nostre ricerche.

IL METODO

Gli edifici di interesse vengono schedati partendo dal rilievo del fronte strada mediante fotogrammetria 2D o 3D. Il prospetto viene inserito e scalato in GIS come ortofoto e posto in relazione con la localizzazione topografica e catastale e, in casi particolari, con le planimetrie interne. La schedatura in GIS prosegue con la compilazione di tabelle, relazionate ad un apparato fotografico, e dedicate agli elementi architettonici, decorativi, e alle tecniche costruttive. Oltre alle informazioni di carattere topografico e architettonico, alle schede vengono associate quelle raccolte dalle fonti scritte, sia antiche, come i Diplomi e gli Estimi, sia moderne, come dati di restauri.

La collocazione in GIS delle ortofoto dei prospetti degli edifici e delle schede delle architetture consente di eseguire una serie di analisi dimensionali e statistiche sugli elementi architettonici, come le arcate, le finestre, i portici, e sugli elementi costruttivi, come laterizi e conci di pietra. Questa sezione GIS (Dataframe) è definita “Verticale” ma tramite le relazioni tra gli elementi è possibile visualizzare i dati anche sul GIS “Territoriale” e proseguire con le analisi spaziali.

I risultati possono così essere organizzati in carte tematiche che presentano la distribuzione nella città delle tipologie edilizie, la collocazione degli elementi architettonici e delle tecniche murarie, per ricostruire l’evoluzione del centro urbano e dei suoi borghi tra l’XI e il XV secolo.

IL PROGETTO

LE ANALISI SPAZIALI


Il GIS Territoriale è realizzato digitalizzando e caratterizzando il Catasto Napoleonico, che viene utilizzato come base cartografica georeferenziata su cui collocare le informazioni raccolte durante la schedatura. Le componenti geometriche degli elementi georeferenziati consentono di eseguire analisi spaziali semplici e complesse, basate su dimensioni, orientamenti, forme e relazioni spaziali tra elementi, come la distanza e la densità. Queste analisi sono fondamentali per lo studio dello sviluppo urbanistico del centro storico e dei borghi, per l’individuazione delle lottizzazioni medievali, per l’analisi morfologica della città e dello sviluppo del network stradale.

METODO   |   ANALISI STRATIGRAFICHE   |    ANALISI SPAZIALI   |   ANALISI ARCHEOMETRICHE  

LE ANALISI STRATIGRAFICHE


Gli edifici con più fasi vengono poi analizzati stratigraficamente seguendo la metodologia dell’archeologia dell’architettura che  prevede il seguente percorso:

  1. (1)riconoscimento delle singole Unità stratigrafiche,

(2) individuazione dei rapporti con altre Unità adiacenti,

(3) descrizione della tecnica costruttiva e delle caratteristiche peculiari di ciascuna Unità in un’apposita scheda,

(4) costruzione di un diagramma stratigrafico nel quale tutte le Unità vengono inserite sulla base dei loro rapporti,

(5) periodizzazione del diagramma in una sequenza che corrisponde alle principali fasi di costruzione e trasformazione dell’edificio.

LE ANALISI ARCHEOMETRICHE


Sono in corso, da parte del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova analisi mineralogiche e petrografiche delle malte degli edifici oggetto del progetto ARMEP al fine di determinare da una parte la natura e la provenienza dei materiali utilizzati per la loro realizzazione e dall’altra le tecniche di produzione.

Sugli edifici la cui cronologia risulta essere dubbia sono state eseguite datazioni al radiocarbonio del legante seguendo una metodologia di separazione di tipo fisico/meccanico (anche detta di purificazione) del legante. Le analisi isotopiche del 14C vengono svolte tramite spettrometria di massa con acceleratore (AMS) presso il centro Circe (Center for Isotopic Research on Cultural and Enviromental heritage) di Caserta.